26 May
26May

Negli ultimi decenni l’evoluzione repentina dei social ha condizionato e continua a condizionare le nostre vite, senza ci sentiremo quasi persi. Oramai al giorno d’oggi sia giovani che anziani sono assidui frequentatori del modo virtuale social: si mantengono legami con amici e parenti, s’intrattengono rapporti in ambito scolastico e lavorativo, si considerano un mezzo per il nostro passatempo. Ovviamente la tecnologia applicata ai social è utilissima per molte altre cose ma vi sono anche risvolti negativi, basti pensare ai cosiddetti “TECNOSTRESS” che comprendono sentimenti di ansia, solitudine, irritabilità, noia e molti altri non piacevoli. Il contatto prolungato con i nostri device inoltre causa disturbi clinicamente riconosciuti tra cui il problema alla vista, che viene chiamato “affaticamento oculare digitale”, ed effetti negativi sullo sviluppo cerebrale. Tra i giovani in particolar modo questa dipendenza può portare alla perdita del contatto con la vita sociale e danneggiare lo sviluppo delle abilità; ricorrendo, infatti, a tutte le risorse a disposizione sul web avvertiamo maggiore facilità e velocità nel concludere le attività scolastiche soprattutto quando non si ha voglia di farle, così ci si affida alla tecnologia integrata nei nostri telefonini e computer che li fa per noi. Ancora più rischiosa è l’abitudine di lasciare che i bambini utilizzino dispositivi elettronici senza alcun controllo, questa infatti facilita il rischio di accedere a siti inappropriati e con contenuti violenti che possono essere dannosi in un’età in cui ancora non è possibile discernere il bene dal male ed esserne pesantemente condizionati in un percorso di crescita che deve essere improntato all’equilibrio e all’assennatezza. Forse dovremo prendere piena consapevolezza di questi rischi e provare a liberaci o almeno alleggerirci da queste dipendenze.

Giada Nurchis, I D Liceo classico

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