03 Jun
03Jun

Quando si parla del greco antico risuona sempre la frase: “A cosa serve?”. Infatti la maggior parte delle persone pensa che lo studio di questa lingua sia inutile perché, in quanto lingua “morta”, non viene più parlata: in realtà è più viva di quanto si creda. 

Infatti, anche se non lo parliamo, il greco antico è presente in molte forme del linguaggio di ogni giorno. Basti pensare ai vocaboli che si usano quotidianamente per parlare di una professione come il pediatra (da παῖς, παιδός, “bambino” e ἰατρός, οῦ, “medico”), o per esprimere uno stato d’animo come la nostalgia (da νόστος, ου, “ritorno” e ἄλγος, ους, “dolore”) e ancora per dare un nome alla particella indivisibile che forma la materia, cioè l’atomo (da -α privativo e τομός, “divisibile”). Tutti questi termini che usiamo comunemente ripongono le loro radici nel greco antico e a volte rimangono invariati anche nella loro composizione rispetto alla lingua stessa. Inoltre questo debito linguistico si trova nelle discipline che hanno permesso al genere umano di svilupparsi, come l’aritmetica (da ἀριθμός, οῦ, “numero” e τέχνη, ης “abilità”) la fisica (da τὰ φυσικά, “le cose naturali”) e l’architettura (da ἀρχιτέκτων, “architetto”) che ancora oggi per il calcolo, la scoperta e la progettazione usano le lettere dell’alfabeto greco, come la formula per calcolare l’area del cerchio che è: πr². Però queste motivazioni possono sembrare ridondanti e sorpassate, come la lingua greca stessa, perché hanno a che fare con ciò che si studia ogni giorno, ma in realtà i termini e le espressioni che comunemente utilizziamo nell’ambito della tecnologia (da τέχνη,ης, “abilità” e λογία, ας, “discorso”) rimandano anch’essi al greco antico: microchip (dal greco μικπός, “piccolo” e dall’inglese chip, “frammento”), televisioni (dal prefisso greco τηλε e dal verbo latino video, “vedere”), telefoni (dal prefisso greco τηλε e φωνή, ῆς, “suono”) e altri dispositivi usati in tutto il mondo derivano etimologicamente dal greco per le loro caratteristiche. 

Spero di avervi convinto: il greco antico è una lingua tutt’altro che morta! Presente ogni giorno nei nostri discorsi quotidiani, nelle materie che studiamo e nei dispositivi che usiamo per intrattenerci. La lingua greca è viva, basti pensare a tutti i termini derivanti dal greco contenuti in questo articolo e conosciuti da tutti.

Francesca Stellato, I D Liceo classico

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