Nella parte occidentale della Sardegna, a circa 58 km da Oristano e 52 km da Alghero, sorge Suni, un centro che, apparentemente, sembra piccolo, ma che cela numerose tradizioni e storie. Questo comune è abitato, secondo varie fonti (Wikivoyage, Tuttitalia, Sardegna Autonomie e Comune di Suni), da circa 980 residenti, 35 dei quali stranieri.
Tra gli abitanti figurano anche quattro centenari, definiti dal sindaco Massimo Falchi e dai consiglieri Beatrice Mura e Raffaele Colombo come vere e proprie “pietre vive” della comunità.
Dai dati dell’Istat emerge una popolazione piuttosto anziana: 125 persone di Suni hanno superato gli 80 anni (12,8%) e 24 hanno più di 90 anni (2,4%). L’età media, invece, è di 52,1 anni.Nel centro storico di Suni si trova la chiesa di Santa Maria della Neve, ricostruita più volte a partire dal XVI secolo e guidata dal parroco don Giuseppe Pisanu. Questa santa è la patrona del paese e a lei è dedicata la principale festa di Suni, che si tiene il 4 e il 5 agosto ed è caratterizzata da una processione in abiti tradizionali accompagnata da gruppi folk.
Fuori dal centro abitato, oltre all’unica struttura sportiva del comune, un campo da calcio, sorgono anche altre due chiese campestri: la chiesa di San Narciso e quella dei Santi Cosma e Damiano. Nei dintorni si possono inoltre ammirare vari resti archeologici che compongono il Parco Archeologico di Suni: il nuraghe Nurradeo, risalente all’età del Bronzo; il nuraghe Seneghe, un protonuraghe dell’età del Rame; e la necropoli di Chirisconis, contenente alcune Domus de Janas.Vicino al parco si trova lo stagno Pischina ’e Paule, abitato da numerose specie animali. Qui vengono organizzati diversi percorsi naturalistici e di trekking panoramico, dai quali è possibile osservare il grifone, specie assai rara in Sardegna.
L’agricoltura viene sviluppata principalmente grazie a piccole aziende a conduzione familiare, come la Società Agricola Semplice Cherchi SS, e molte di queste si dedicano sia alla coltivazione degli orti sia alla cura dei vigneti. Essendo vicina a Bosa, Suni condivide con altri piccoli paesi, dal 2002, la tradizione delle “Strade della Malvasia”, durante la quale è possibile degustare diversi tipi di Malvasia accompagnati da formaggi, dolci sardi e pane carasau.Per celebrare e ricordare sia l’artigianato sia l’agricoltura, il paese ospita una preziosa testimonianza della tradizione locale: la Casa Museo della Tecnologia Contadina “Tiu Virgiliu”, intitolata al suo ultimo proprietario. Essa contiene oltre mille pezzi tra oggetti e macchinari, tra cui diversi strumenti legati alle attività del mulino e del frantoio.
Per quanto riguarda le altre attività commerciali, nonostante le dimensioni ridotte, il paese dispone di diversi servizi: due supermercati, tre bed & breakfast, tre distributori di carburante, due parrucchieri e una farmacia.
Restano però due domande che riguardano molti piccoli centri della Sardegna: quali opportunità potranno nascere per aumentare il numero di abitanti e rafforzare l’identità locale? Suni saprà trasformare il suo patrimonio storico, culturale e naturalistico in un’occasione per i giovani e per il futuro del paese?
Francesca Marras (2^D)