30 Mar
30Mar

L’Odissea ci racconta il ritorno ad Itaca di Odisseo e la sua trasformazione, esteriore e interiore. Dopo aver superato innumerevoli ostacoli, Odisseo diventa un uomo davvero “vissuto”: ha combattuto e vinto per raggiungere ciò che desiderava, ovvero rivedere sua moglie e suo figlio, e riprendere il potere che gli spettava. Lo ha fatto senza cedere nemmeno alle tentazioni più seducenti, come l’offerta dell’immortalità da parte di Calipso. 

Tutto questo ci rivela i valori profondi di Odisseo: la fedeltà, la determinazione, la capacità di resistere. Valori che, con il tempo, per la maggior parte delle persone sembrano essere cambiati. 

Oggi, infatti, ciò che viene ammirato è spesso ben diverso. L’aspetto fisico prevale su tutto: se una persona non ci piace esteticamente, la scartiamo senza nemmeno conoscerla davvero. Allo stesso modo, è diventato di moda essere “vissuti” in un senso completamente diverso da quello di Odisseo. Un ragazzo considerato “vissuto” oggi non è chi ha affrontato prove vere e ne è uscito cambiato, ma chi ha collezionato esperienze superficiali prima del tempo: ha frequentato tante ragazze, è invitato a molte feste, ha una lista infinita di amici. E per affermare questa immagine di sé, spesso sceglie la strada più facile: prendersela con i più deboli. Così fanno tutti, perché sembra l’unica strada per essere accettati. 

Un altro modo in cui oggi ci si costruisce un’identità è attraverso i social network. Sui profili che seguiamo, molto spesso, non vediamo la realtà: ci vengono mostrate vite perfette che non esistono, e volti impeccabili modificati da filtri. È un mondo patinato e artificiale, che rischia di farci perdere il senso di ciò che siamo davvero. Anche qui, il paragone con Odisseo è illuminante. Come l’eroe ha saputo resistere all’inganno di Circe, che trasformava gli uomini in bestie offuscandone la ragione, così noi dovremmo essere capaci di tenere i piedi saldi nella realtà, senza lasciarci trascinare in un mondo di illusioni. L’identità, infatti, si costruisce affrontando le difficoltà e superando i propri limiti. 

Oggi, invece, sembra che si costruisca quasi esclusivamente attraverso l’immagine. E il prezzo da pagare è alto: molte persone soffrono perché cercano di somigliare a un modello irraggiungibile e non ci riescono. Sarebbe bello se tutti imparassero che la perfezione non esiste, che accettarsi per quello che si è non è una resa ma una conquista, e che vale molto di più circondarsi di persone che credono davvero in noi e si rallegrano delle nostre vittorie. Il messaggio dell’Odissea, allora, è ancora attuale. 

Ognuno di noi sta cercando la propria Itaca, un posto, una persona, una versione di sé in cui riconoscersi davvero. In fondo, la vera Itaca non è un’isola. È il momento in cui smetti di cercare l’approvazione degli altri e inizi a bastare a te stesso. 


ALESSIA PIRAS CLASSE 1 A

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