Anche quest’anno l’Istituto di Istruzione Superiore G.A. Pischedda di Bosa ha organizzato il progetto intitolato “Imparare a dare”, un percorso di formazione Scuola Lavoro indirizzato agli alunni della 3ªA Liceo Scientifico che dà l’opportunità di interfacciarsi con due mondi che apparentemente ci sembra di conoscere, ma di cui, in realtà, sappiamo ben poco: la povertà e il territorio. Tutto è partito dalla sfera emotiva: durante i primi incontri ci siamo messi a contatto con il mondo delle emozioni, imparando a saperle riconoscere nei volti e, soprattutto, a dare loro un nome.
Attraverso attività di gruppo, giochi con le carte e momenti di riflessione, abbiamo capito che ogni emozione ha diverse sfumature di intensità e che ognuna di esse è legata a una precisa circostanza. Questo primo approccio ci ha consentito di sviluppare una maggiore empatia e maturità emotiva, necessaria per far fronte a una realtà che può essere capita solamente se la si guarda con occhi nuovi: la povertà. Questo è il tema della seconda parte del nostro percorso: ci hanno insegnato che la povertà non è soltanto mancanza di denaro, ma si può manifestare in molte forme e, soprattutto, non è mai così lontana come, spesso, ci ostiniamo a pensare.
Dopo l’attività intitolata “Il pranzo dei popoli”, con la quale abbiamo, in un certo qual modo, avuto a che fare con i diversi gradi di povertà nel mondo, abbiamo spostato il focus direttamente sulla nostra realtà. Durante le mattine passate alla Caritas di Alghero siamostati spettatori e attori di un impegno comune e solidale nei confronti di chi, ogni giorno, si reca ai centri di ascolto con la speranza di ricevere un aiuto. Nel corso del progetto non è certo mancata la parte più “didattica”: i dati Caritas relativi alla povertà in Sardegna sono stati la fonte principale del Report che abbiamo realizzato e che racchiude non solo grafici che parlano dei volti e delle storie di chi si trova in uno stato di povertà, ma anche una nostra riflessione al riguardo. Ma è probabilmente negli ultimi giorni di questo percorso che si è vista la nostra piena partecipazione e capacità di collaborare lavorando in gruppo: di fronte alle problematiche che affliggono il nostro territorio, abbiamoproposto e progettato una “Settimana della Solidarietà”, che è iniziata con la sensibilizzazione alle classi del nostro Istituto ed è giunta al termine con una raccolta alimentare che ha riguardato i diversi supermercati di Bosa e i luoghi di aggregazione sociale e luoghi simbolo della nostra città: le scuole, il Comune, l’Oratorio. È stato un percorso che, nella sua completezza, ci ha reso più consapevoli di realtà che non eravamo in grado di capire a pieno e ci ha fatto uscire persone diverse, cittadini più sensibili al “noi”. Un lungo cammino che è valso la pena percorrere, perché alla fine abbiamo imparato che dare qualcosa agli altri è il modo migliore per arricchire se stessi.
Viola Serboli, 3A sciendifico del Liceo Pischedda di Bosa


